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WORKSHOP |
IL CANCRO DELLO STOMACO |
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CHEMIOTERAPIA
ADIUVANTE E NEOADIUVANTE |
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Unità
Operativa di Oncologia Medica - Ospedale di Urbino Dott.
Francesco Graziano |
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Messina |
SLIDES
La chirurgia
rappresenta il trattamento principale a fini curativi del carcinoma gastrico.
Purtoppo, anche in stadi di malattia localizzata senza interessamento della
sierosa (stadi pT1-2N0), fino al 20% dei pazienti presentano una ricaduta di
malattia dopo resezione radicale. La prognosi peggiora drasticamente in caso di
coinvolgimento linfonodale loco-regionale (1). Nel 40%-50% dei nuovi casi, la
diagnosi di carcinoma gastrico viene effettuata in stadio di malattia localmente
avanzata (stadi pT3-4N2), quindi con rischio molto elevato di ricaduta o
addirittura oltre i limiti di possibile radicalità chirurgica (1). In base a
questi dati, sono state sviluppate negli ultimi anni delle nuove strategie
terapeutiche al fine di migliorare la prognosi dei pazienti con carcinoma
gastrico. E’ stato valutato il ruolo della chemioterapia a scopo precauzionale
dopo chirurgia, mirata all’eliminazione delle micrometastasi (chemioterapia
adiuvante). Oppure somministrata prima dell’atto operatorio, poiché oltre ad
eliminare microfocolai metastatici precoci, la chemioterapia può indurre la
remissione del tumore e rendere possibile un intervento potenzialmente radicale
(chemioterapia primaria o neoadiuvante). Scopo della
presentazione sarà una revisione critica dei dati disponibili sull’efficacia
della chemioterapia adiuvante e neoadiuvante nel carcionoma gastrico. In questo
settore dell’Oncologia Medica l’ Italia ha portato un notevole contributo
scientifico, e molti dei dati disponibili derivano da studi clinici condotti da
gruppi cooperativi del nostro paese. Un ulteriore impulso può derivare dalla
ricerca biologica, grazie alla quale sembra possibile identificare categorie di
pazienti a rischio più o meno elevato di ricaduta o con diversa sensibilità
alla chemioterapia. Negli ultimi
decenni sono stati pubblicati diversi studi randomizzati di chemioterapia
adiuvante i cui risultati non hanno univocamente dimostrato la sua efficacia nel
migliorare la sopravvivenza dei pazienti dopo chirurgia. Recentemente, le
metanalisi comprendenti i dati dei vari studi di fase III hanno confermato
l’esistenza di un vantaggio di sopravvivenza in favore del trattamento con
chemioterapia adiuvante (2), che viene sempre più spesso considerato nella
pratica clinica come terapia standard soprattutto nei pazienti ad alto rischio.
Attualmente un programma di chemio-radioterapia adiuvante viene considerato di
riferimento negli Stati Uniti, dopo la pubblicazione dei dati dello studio
cooperativo SWOG-Intergroup 0-16 al meeting ASCO del 2000 (3). In Italia è in
corso uno studio randomizzato di chemioterapia adiuvante con lo schema PELF
settimanale (4), la cui notevole efficacia nella malattia metastatica ne ha
indotto la valuatione come terapia precauzionale. I dati preliminari appaiono
favorevoli e i dati definitivi sono attesi per il 2002 (5). Quale sia lo schema
chemioterapico più efficace, l’esatto ruolo della radioterapia associata alla
chemioterapia e la selezione dei pazienti da trattare in base al rischio
individuale rimangono argomenti di valutazione per i prossimi studi clinici. La minore quantità
di dati clinici sull’efficacia della chemioterapia neoadiuvante ne limita
l’impiego ad una fase sperimentale. In particolare, non sono ancora
disponibili risultati maturi da studi randomizzati e sebbene favorevoli, i dati
disponibili derivano principalmente da studi di fase II (1). Lo schema di
polichemioterapia ECF viene oggi considerato di riferimento in Europa per il
trattamento della malattia metastatica ed è stato fra i primi ad essere
valutato come chemioterapia pre-operatoria nei pazienti con carcinoma gastrico
localmente avanzato. Più di recente, anche lo schema PELF settimanale è stato
valutato come chemioterapia neoadiuvante con risultati altrettanto favorevoli
(5). Sulla base dei dati disponibili la chemioterapia neoadiuvante appare in
grado di ottenere un downstaging prechirurgico nel 50%-70% dei casi con malattia
localmente avanzata, quindi un potenziale guadagno di pazienti portati ad
intervento chirirgico radicale ed incremento delle mediane di sopravvivenza (2). Un ulteriore
campo di studio riguarda l’ottimizzazione dei trattamenti integrati
individuando le categorie di pazienti con diverso rischio di ricaduta o
chemiosensibilità. La stadiazione TNM è tuttora il sistema di riferimento per
definire il piano terapeutico e la prognosi dei pazienti, tuttavia essa non
considera le potenziali diversità biologiche di un tumore e le conseguenti
peculiarità di storia naturale. Un esempio deriva dall’analisi della
proliferazione cellulare in pazienti omogenei per stadio di malattia, in cui però
una bassa o elevata S-Phase Fraction (SPF) ha mostrato differenze significative
di sopravvivenza libera da malattia (6). Nell’ambito dei fattori di
predittività di risposta alla chemioterapia hanno un ruolo determinante le
alterazioni dei meccanismi cellulari di apoptosi, un cui marker è
l’espressione della proteina p53 (7). Indici di proliferazione, marcatori di
angiogenesi, fattori biochimici o genetici possono conferire una particolare
aggressività tumorale e quindi potranno essere utilizzati in futuro per
arruolare pazienti in studi di chemioterapia adiuvante o neoadiuvante.
1)
Kelsen DP. Adjuvant and neoadjuvant therapy for gastric cancer. Semin
Oncol 1996; 23: 379-389. 2)
Mari E, Floriani A, Tinazzi A, et al. Efficacy of adjuvant chemotherapy
after curtaive resection for gastric cancer. A meta-analysis of published
randomized trials. Ann Oncol 2000; 11: 837-840. 3)
Macdonald JS, Smalley S, Benedetti J, et al. Postoperative combined
radiation and chemotherapy improves disease-free survival and overall survival
in resected adenocarcinoma of the stomach and G.E junction. Results of Integroup
Study INT 16 (SWOG 9008). Proc Am Soc Clin Oncol 2000; 19: abs 1. 4)
Graziano F, Cardarelli N, Marcellini M, et al. A pilot clinical trial of
postoperative intensive weekly chemotherapy using cisplatin, epi-doxorubicin,
5-fluorouracil, 6S-leucovorin, glutathione and filgrastim in patients with
resected gastric cancer. Tumori 1998;
84: 368-371. 5)
Cascinu S, Labianca R, Graziano F,
et al. Intensive weekly chemotherapy for locally advanced gastric cancer
using 5-fluorouracil, cisplatin, epidoxorubicin, 6S-leucovorin, glutathione and
filgrastim: a report from the Italian Group for the Study of Digestive Tract
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390-393. 6)
Cascinu S, Labianca R, Santoro A, et al. Intesive weekly chemotherapy
with cisplatin, epidoxorubicin, leucovorin, fluorouracil, glutathione and
lenograstim versus fluorouracil/leucovorin combination as adjuvant chemotherapy
for high-risk gastric cancer. Proc Am Soc Clin Oncol 2000; 19: abs 1070. 7)
Cascinu S, Graziano F, Del Ferro E, et al. Expression of p53 protein and
resistance to preoperative chemotherapy in locally advanced gastric carcinoma. Cancer
1998; 83: 1917-22. 8)
Graziano F, Cascinu S. Expression of p53 protein and resistance to
preoperative chemotherapy in locally advanced gastric carcinoma. In reply. Cancer
1999; 86: 549. 9)
S. Cascinu, F. Graziano, V. Catalano, M. et al. Prognostic value of
S-phase fraction in T3N0M0 gastric cancer. Implications for adjuvant
chemotherapy. Anticancer Res 2000; 20:
3839-3842. |
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A cura di: Unità di Chirurgia Endoscopica - Ospedale Piemonte - Messina |
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