Introduzione:
Confrontare le diverse esperienze riguardanti l'adenocarcinoma cardiale
riportate in letteratura risulta difficile per le controversie esistenti
riguardo la sua definizione, classificazione, stadiazione ed, anche, trattamento
chirurgico. Nel tentativo di definire questa neoplasia e di guidare le scelte
chirurgiche Siewert ha proposto una classificazione basata sulle caratteristiche
anatomo-topografiche del tumore che è stata recentemente accettata al 2°
Congresso Internazionale per il Cancro Gastrico (Monaco 1997). Questo studio
analizza la nostra esperienza nel trattamento del carcinoma del cardias con lo
scopo principale di definire i principali fattori prognostici e la sopravvivenza
a lungo termine.
Materiale
e metodi:
I dati provenienti da 96 pazienti classificati secondo Siewert e sottoposti
ad intervento chirurgico con intento curativo presso la 1a
Divisione di Chirurgia Generale, Università
di Verona, sono stati analizzati mediante analisi univariata e multivariata.
Risultati:
Nonostante un elevato numero di interventi radicali (85.4%), il tasso
di sopravvivenza a 5 anni è deludente (24%), per tutti i tipi di Siewert (P =
0.8), ed, anche, per i tumori "early" (51.4%). La cattiva prognosi
potrebbe essere giustificata dal basso numero di tumori iniziali (14.6%) e dal
frequente coinvolgimento linfonodale (81%) (43% nei tumori pTl). Nella nostra
esperienza la possibilità di cura è risultata limitata a pazienti resecati in
modo curativo (RO) e con meno di 7 linfonodi positivi G>NO-N 1) all'esame
istologico definitivo. All'analisi multivariata le categirie Ri -Ic e pN+ hanno
mostrato un rischio di morte aumentato (RR = 2.18 and 2.68 respectively) e
quella pN2-N3 di essere il fattore prognostico negativo più importante (RR =
7.6).
Conclusioni:
La sopravvivenza a lungo termine nel carcinoma del cardias trattato con la
sola chirurgia rimane deludente, indipendentemente dal tipo di Siewert, con la
possibilità di cura limitata a pazienti con meno di 7 linfonodi positivi.
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